25/07/2012

Ormai la divisione passa tra chi le vuole abolire e chi le vuole conservare. Parliamo delle Province, ovviamente, e del dibattito che, trasversalmente, attraversa tutti i partiti, i media, le opinioni pubbliche.
Certo, in un contesto di gravissima crisi economica che diviene, giorno dopo giorno, anche crisi sociale, l’incapacità dei Palazzi del potere di dare risposte convincenti alla domanda, via via più pressante, di riduzione della spesa pubblica a partire da quella degli apparati politico-istituzionali, la c.d. casta, rende quasi impossibile un dibattito sereno e costruttivo facendo piazza pulita di ogni flessibilità per lasciarti un’alternativa secca: si o no, bianco o nero. Appunto, senza sfumature. Continua a leggere

23/05/2012

Diciamolo francamente che fanno una certa impressione le valutazioni a caldo dei vari leaders dei partiti  nazionali difronte al terremoto che ha scosso il sistema dalle fondamenta. La semplificazione più usata dai commentatori è stata “Parma è di Grillo, Orlando trionfa a Palermo, la Lega scompare”: se non è un terremoto cos’è?
Il dato ancor più impressionante è però quello della fuga dal voto: quasi la metà degli elettori ha deciso di boicottare i seggi e questo dato dice che una certa politica, questa politica di questi partiti, è ormai minoranza nel Paese, “senza se e senza ma”. Continua a leggere

23/05/2012

Diciamolo francamente che fanno una certa impressione le valutazioni a caldo dei vari leaders dei partiti  nazionali difronte al terremoto che ha scosso il sistema dalle fondamenta. La semplificazione più usata dai commentatori è stata “Parma è di Grillo, Orlando trionfa a Palermo, la Lega scompare”: se non è un terremoto cos’è?
Il dato ancor più impressionante è però quello della fuga dal voto: quasi la metà degli elettori ha deciso di boicottare i seggi e questo dato dice che una certa politica, questa politica di questi partiti, è ormai minoranza nel Paese, “senza se e senza ma”. Altro che il “senza se e senza ma” di Bersani o, ancora, la sua interpretazione dell’astensione come un nuovo passo dell’Italia in direzione degli standards europei. Uno struzzo non avrebbe potuto fare meglio.
Vedremo nei prossimi giorni e mesi cosa si inventeranno Berlusconi ed i maggiorenti del PdL per tentare di arginare la disintegrazione del partito del predellino; la Lega ci sta pensando con l’aiuto della magistratura. L’autoproclamatosi vincitore di questa tornata, il PD, farebbe bene a non sopravvalutare il suo risultato ed a capire il significato più profondo di un voto che a Genova elegge sindaco chi ha battuto il candidato del PD alle primarie, a Palermo il candidato contrapposto al candidato ufficiale del PD, a Parma il candidato del Movimento 5 stelle nel ballottaggio contro il candidato del PD e dell’intero centrosinistra. Veramente difficile concordare su quel “senza se e senza ma”. Può andar bene per rincuorare le truppe, non certamente per convincere il Paese.
Le prossime settimane ci diranno quale conseguenza avranno questi numeri in Friuli Venezia Giulia e come reagiranno i “nostri”. Vedremo se avranno capito la lezione e se sapranno prestare ascolto alla imponente spallata di domenica e lunedì. Anche in Friuli Venezia Giulia sono chiamati a dire da che parte stanno: dalla parte della Casta o da quella della gente comune. Se vogliono il cambiamento non hanno molto tempo a disposizione. Il tempo stringe e le riforme pretese dalla nostra gente e sistematicamente insabbiate dal più tenace consociativismo non sono più rinviabili.
Non servono tante cose: via i privilegi, via i vitalizi, via i politici a vita, spalancare porte e finestre dei palazzi del potere, semplificare il sistema, chiudere con il clientelismo e la spartizione delle poltrone riformando il sistema delle nomine, cambiare il sistema istituzionale. Si può e si deve. Con i fatti, adesso, perchè i comunicati stampa non bastano più. Il tempo a disposizione è poco. Da qui a fine anno. Un’altra politica è possibile e se non ne saranno capaci questi partiti ci penseranno i nostri corregionali a trovare una via d’uscita. Parma insegna che si può fare. Può farlo anche il Friuli Venezia Giulia.

03/05/2012

A due giorni dal voto delle elezioni amministrative del 6 maggio si può affermare che i partiti tradizionali, i cosiddetti grandi partiti e i loro cavalier serventi, hanno perso ancora una volta l’occasione per dare le risposte che l’opinione pubblica attende da tempo, anzi pretende.
Impegnati per lo più a consolidare o solo a conservare la propria presa sui governi locali, non hanno fatto niente per arginare, proprio sul voto che più interessa il cittadino, quello per il Comune, la vera e propria ondata di protesta che sta per abbattersi su tutto e tutti e che colpirà, stavolta, con la prevista, massiccia astensione, anche le amministrazioni locali. Continua a leggere

04/04/2012

Ricordate Patelli? E’ stato il primo, storico cassiere della Lega Nord, accusato nei primi anni ’90 da Di Pietro di aver preso 200 milioni per il suo partito . Quel Patelli che oggi confessa:«Io sono uscito dalla Lega nel 1997, quando smisi di fare il consigliere regionale per dissidi con il gruppo. Certo, vedere che oggi i soldi sono investiti all’estero – spiega a proposito del denaro investito in Tanzania e nel Nord Europa – mi sembra il contrario del radicamento sul territorio e dell’interesse per le proprie regioni di appartenenza». La Lega è molto cambiata, prosegue, «è ormai in doppio petto, romanizzata. La Lega che ho nel cuore è quella delle origini, dove si protestava senza preoccuparsi delle conseguenze». Continua a leggere

27/03/2012

Verrebbe voglia di lasciare questa pagina in bianco ma avvertiamo la responsabilità di dire la nostra grande preoccupazione per cosa succede (o, meglio, non succede) nella nostra regione.
Dopo che il presidente del Veneto Zaia ha dichiarato che il Corridoio Baltico-Adriatico non deve passare per Capodistria, mettendosi di traverso alle strategie della nostra regione; dopo che il governo sloveno ha dichiarato che non rientra nei suoi progetti il raddoppio della centrale nucleare di Krscko, sbattendo la porta in faccia a Tondo, ci mancava il flop del vino “Friulano” a Vinitaly per dare una nuova scossa alla già debole, impacciata e declinante compagine politica che governa la regione. Continua a leggere

19/03/2012

L’articolo pubblicato due giorni fa sul quotidiano del capoluogo regionale in merito ai viaggi e missioni dei consiglieri regionali ha riproposto ancora una volta il tema, mai accantonato, dei costi della politica. Un tema trattato più volte anche nella nostra newsletter che però riconquista ciclicamente le prime pagine dei giornali perchè….irrisolto.
Ricordate la campagna avviata dal quotidiano “Il Piccolo” con lo slogan “Dimezziamoli”? Non si era ancora esaurita la sua spinta in Friuli Venezia Giulia che un’analoga campagna, il 27 ottobre 2011, veniva avviata da “Zapping”, il programma del giornale radio curato da Aldo Forbice.
Prese di mira, anche in questo caso, le indennità di parlamentari e consiglieri regionali, i vitalizi, cioè le pensioni di queste categorie, le indennità di fine mandato, quella sorta di t.f.r. per i rappresentanti del popolo che in Friuli Venezia Giulia viene chiamata “indennità di reinserimento” (!). Continua a leggere

13/03/2012

Una trama sottile è parsa legare, questa settimana, Alfano e Tondo: l’ipotesi/progetto di elezioni anticipate, nazionali e regionali. Perchè? Della tentazione di Alfano parla il politologo Carlo Galli, di quella di Tondo Tommaso Cerno con due editoriali che puntano l’indice sulla profonda crisi dei partiti (il PDL su tutti) e sulla loro forte tentazione di farla finita con il governo tecnico e le sue logiche e passare all’incasso dei voti residui prima che sia troppo tardi.
Ecco, Galli e Cerno delineano uno scenario forse azzardato ma non del tutto impossibile. Per restare a casa nostra ed a Tondo non pare così campata in aria l’ipotesi che il presidente stia pensando ad una sua riproposizione nel quadro di una rinnovata alleanza di centrodestra che, priva ormai della Lega Nord lanciata in splendida solitudine alla “presa” della Padania, verrebbe puntellata, questa volta, da una lista personale e da una lista c.d. autonomista. Continua a leggere

05/03/2012

Non è un caso se in più editoriali, da qualche tempo, con riferimento alla nostra regione, parliamo della necessità ed urgenza di un nuovo Governo dell’Autonomia. Sarà sfuggito ai più il significato più profondo di questa espressione ma, volutamente , si è deciso di insistere per arrivare, prima o poi, ad un pronunciamento netto e chiaro.
La crisi strutturale che il paese sta attraversando, insieme economica e sociale, sta producendo grandi cambiamenti nel sentire quotidiano della gente ed ogni cosa che presenta il profilo del privilegio diventa insopportabile.
Nel silenzio e nell’incapacità a rispondere della politica, a farlo è stata sinora la c.d. antipolitica. Da qui le violente polemiche sulla “casta” e il suo rinchiudersi nel fortino dei Palazzi in un estremo, maldestro e colpevole tentativo di autodifesa. Continua a leggere

29/02/2012

Beh, per quanti sforzi si possano fare non è facile trovare tra le pagine dei quotidiani regionali di questa settimana qualcosa da approfondire, qualcosa che, anche solo di striscio, riesca a catalizzare l’attenzione e l’interesse di chi scrive, ma non solo.
Anche questa settimana, infatti, il mondo politico regionale è riuscito a malapena a balbettare, anche a punzecchiarsi qua e là, in un copione che si ripete, stancamente, ormai da qualche anno.

E’ stata un’altra settimana politica di distinguo, di confronto, anche di scontro tra i partiti ma a dare le carte è stato ancora una volta il governo “tecnico” con il suo presidente, i suoi ministri, le loro scelte e prese di posizione. PDL da una parte e PD dall’altra sono stati visti impegnati soprattutto a marcarsi stretti, in un tatticismo per lo più inconcludente che rende ancor più evidente la loro crisi di strategia e di proposta politica. Continua a leggere

21/02/2012

Siamo ormai a metà febbraio e pare proprio che la politica regionale abbia scelto di volare basso, molto basso. Una profonda crisi, di natura strutturale, colpisce l’economia anche del Friuli Venezia Giulia con pesanti ricadute sul terreno sociale, ma le stanze del potere continuano ad essere vuote ed i nostri governanti regionali paiono in tutt’altre faccende affacendati. Qualche incursione a Roma del presidente Tondo per ricontrattare con il governo condizioni diverse di compartecipazione del sistema-Friuli Venezia Giulia allo sforzo titanico messo in campo dal governo tecnico; quache sporadica riunione di giunta o di commissione in consiglio tanto per smuovere le acque almeno un po’. Continua a leggere

13/02/2012

VASTO NON È IN FRIULI VENEZIA GIULIA.
Debora Serracchiani, rispedendola al mittente, ha risposto in maniera convincente alla lettera con la quale Italia dei Valori sollecitava il PD a ripartire dalla foto di Vasto e ad aprire il confronto a tre (PD, IDV e SeL) in vista delle prossime elezioni regionali.
Cosa ha chiesto l’IdV? Un piccolo Bignami della politica: “….confrontare le nostre visioni in prospettiva, l’individuazione di una leadership che interpreti al meglio l’esigenza un forte ricambio della classe dirigente, la formulazione di un progetto politico fortemente innovatore, la costruzione di un programma di un governo regionale all’altezza delle aspettative delle nostre comunità, le speranze dei nostri giovani di aprirsi a nuove prospettive; l’individuazione di politiche innovative”. Continua a leggere

13/02/2012

VASTO NON È IN FRIULI VENEZIA GIULIA.
Debora Serracchiani, rispedendola al mittente, ha risposto in maniera convincente alla lettera con la quale Italia dei Valori sollecitava il PD a ripartire dalla foto di Vasto e ad aprire il confronto a tre (PD, IDV e SeL) in vista delle prossime elezioni regionali.
Cosa ha chiesto l’IdV? Un piccolo Bignami della politica: “….confrontare le nostre visioni in prospettiva, l’individuazione di una leadership che interpreti al meglio l’esigenza un forte ricambio della classe dirigente, la formulazione di un progetto politico fortemente innovatore, la costruzione di un programma di un governo regionale all’altezza delle aspettative delle nostre comunità, le speranze dei nostri giovani di aprirsi a nuove prospettive; l’individuazione di politiche innovative”. Continua a leggere

06/02/2012

Abbiamo scritto nell’ultimo editoriale che la difesa ed il rilancio dell’autonomia speciale della nostra regione non si misuravano solo sulla capacità di negoziare nuove norme sulle benzine, sulle accise o sui posti barca ma che, viceversa, altri e di ben altro spessore erano i temi su cui impostare una trattativa con il Governo nazionale e misurare, così, la nostra capacità di governo strategico dell’Autonomia.
Usiamo non a sproposito il termine Autonomia con la A maiuscola perchè è proprio questo il punto di partenza e di arrivo di una rinegoziazione con il Governo Monti. Continua a leggere

02/02/2012

Fare previsioni su quello che accadrà nei prossimi mesi è difficile. Su quello che accadrà alle prossime elezioni politiche è impossibile. Ogni giorno leggiamo notizie impensabili solo qualche settimana fa. La politica è andata in fuorigioco, commissariata da Monti, ed è davvero difficile ipotizzare quale ruolo avranno, di qui ad allora, gli attuali partiti ed i loro leader. Ancora meno facile è immaginare che parte potranno giocare quelli che si stavano scaldando a bordo campo e che facevano intravvedere una loro prossima discesa in campo. Continua a leggere

23/01/2012

AUTONOMIA SPECIALE A RISCHIO.
Si fa un gran parlare, in tempi di vera e propria emergenza economica e sociale, delle ragioni della specialità regionale. Per Luca Antonini, costituzionalista e presidente della Commissione per l’attuazione del federalismo, definito il “guru” del federalismo, la specialità non ha più senso e le regioni speciali non hanno più motivo di esistere perchè “le motivazioni su cui i padri costituenti fondarono queste aree privilegiate del Paese oggi non sussistono più”. Continua a leggere

16/01/2012

Ripartire dalla nostra Autonomia.
Riprendiamo la nostra newsletter in questo nuovo anno e con qualche giorno di ritardo dovuto alla difficoltà di riprendere il filo di una riflessione che, di questi tempi e complice la velocità di quello che si muove attorno a noi, stenta a ritrovare una sua coerenza e a farsi sintesi.
E’ il nostro stesso mondo, sin nel più piccolo paese di questa nostra piccola regione, che fa quotidianamente i conti con un’attualità in continua evoluzione. Quello che solo un mese fa era certo oggi ha contorni sicuramente più labili. Continua a leggere

23/12/2011

ET VOILA’: DEBUTTA IL PARTITO TRASVERSALE.
Con il voto finale sulla Finanziaria per il 2012 e sugli altri documenti contabili il consiglio regionale ha chiuso i battenti. Una chiusura dei lavori mai prima d’ora così intrisa di veleni e polemiche. Per la sua straordinaria importanza, la sessione di bilancio porta sempre con sé tensioni, scontri, confronti accesi tra maggioranza e minoranze come pure dentro gli stessi gruppi consiliari. Il giorno dopo, poi, le caselle di posta elettronica dei giornali vengono intasate da chiarimenti e precisazioni sulle ragioni degli uni e degli altri. E’ sempre stato così. Sempre, tranne quest’anno. Continua a leggere